Cronaca

La città in pensiero per la Garisenda, Lepore: "Non escludiamo nulla, ma servono dati completi"

Dopo anni di incognite e cantieri alla base del monumento qualcosa ha fatto alzare il livello di attenzione. Dal 2018 una commissione -poi allargata- vigila sullo stato della torre, ma ultimamante nono sarebbero arrivate relazioni definitive sulla scrivania. Le opposizioni: "Situazione preoccupante da anni, il sindaco che fa?"

La Garisenda transennata

"Intendo nei prossimi giorni, quando sarò messo nelle condizioni di avere tutti i dati e le informazioni necessarie assumere tutte le iniziative che sarà opportuno assumere. Nessuna esclusa". Così il sindaco Matteo Lepore ha relazionato al consiglio comunale di Bologna sullo stato della Torre Garisenda, che a quanto pare si starebbe aggravando.

Il traffico, come annunciato da giorni, è stato chiuso e deviato per permettere -questa la motivazione di Palazzo D'Accursio- ai sensori sonori e di pressione di lavorare senza l'inquinamento prodotto dal traffico di auto e bus che ogni giorno da sempre transita proprio a una manciata di metri dalla torre pendente, e proprio sotto lo strapiombo del monumento.

La soglia di pericolo non sarebbe ancora stata raggiunta, ma che questa non sia come le altre volte in cui sono stati annunciati dei lavori sotto la torre è ormai un fatto.

"Ci sono delle soglie che non devono essere superate e la pendenza della torre è nota da tempo -argomenta Lepore nel suo lung intervento davanti ai rappresentanti della città- il punto è se la pendenza sta cambiando o se si sta aggravando la malattia che da decenni ha colpito la torre. Questa è la cosa su cui ho chiesto una relazione definitiva e sulla base di questo prenderemo tutte le opportune decisioni".

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Garisenda malata: problema noto dal 2010 (almeno)

Dalle Garisenda sotto attenzione si parla almeno dal 2010, quando il vulcanologo Enzo Boschi presentò un corposo dossier all'allora commissario Cancelleri, con tanto di rilevazioni per illustrare come le vibrazioni e il passaggio di bus e il traffico locale stavano influendo sulla stabilità della torre.

Da allora l'incognita ha sempre gravato sulla 'sorella malata' dell'Asinelli, fino a che tra il 2018 e il 2019 l'allora sindaco Merola dispose l'istituzione di un comitato tecnico-scientifico per far monitorare la situazione da esperti del settore. Si sono succeduti una serie di lavori e di altri monitoraggi, il basamento della Garisenda è stato pannellato e da allora non è poi tornato alla luce. Pochi mesi fa lo stesso comitato tecnico-scientfico si è allargato, passando da quattro a 15 membri, tra cui professori universitari e anche la Sovrintendente ai Beni culturali regionale Francesca Tomba. Nel frattempo una struttura semi-permanente di strumenti di rilevazione ha continuato a ricavare dati su dati, fino alle ultime rilevazioni, che a quanto pare hanno messo in allarme gli uffici del Comune. E per gestire la situazione contingente è stata istituita anche una task force.

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Garisenda malata: un altro comitato, è il terzo

Ora però arriva l'annuncio di un altro comitato, che dovrebbe occuparsi del restauro della Torre. Si tratterà -secondo quanto trapela- di un organismo diverso sia dal tecnico-scientifico (monitoraggio) che dalla task force (eventuali pericoli imminenti) che dovrà occuparsi del restauro della torre.

Per la costituzione del comitato "non guarderemo in faccia nessuno" e "non è detto che questo comitato sia composto dagli stessi docenti che compongono il comitato tecnico-scientifico", continua il sindaco. Sul fronte delle risorse "non è detto che utilizzeremo necessariamente le risorse che la Soprintendenza ha richiesto attraverso il bando del Pnrr, anche perché è un bando, quindi- sottolinea Lepore- non sappiamo ancora entro novembre se queste risorse ci saranno". Qualora servissero ingenti risorse "il Comune ha tutte le spalle per poter affrontare, anche da solo, il restauro della Garisenda". Ma chiaramente, "se ci sarà un contributo -aggiunge Lepore- lo gradiremo".

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Garisenda malata: manca la relazione tecnica definitiva

Sulla Garisenda, ad oggi, "di relazioni tecniche conclusive consegnate al sindaco non ce ne sono". afferma ancora il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore, parlando con la stampa sollecita il comitato tecnico scientifico a elaborare una relazione tecnica definitiva sul caso. 

"A noi serve avere informazioni chiare anche per non mettere in allarme la cittadinanza, che giustamente vuole sapere come l'amministrazione deve portare avanti questo intervento. Ad oggi non sono stato messo nelle condizioni di creare un intervento" corrispondente a "più di quello che stiamo già facendo". Dall'allargamento sopracitato del board "relazioni non ce ne sono perché dovevano essere semestrali, poi chiaramente in caso di allarme il sindaco dev'essere informato".

In questo momento, "non appena sono stato informato di alcune discrasie nei dati- continua il sindaco- sono intervenuto e sono stato io a chiedere il Comitato per l'ordine pubblico, a costituire la task force e a mettere in campo anche un contatto con una ditta specializzata, quindi penso che stiamo facendo quello che dobbiamo fare" ma ora "abbiamo davvero bisogno che il comitato arrivi alle sue conclusioni e che non esprima solo un parere con una frase, ma mi metta nelle condizioni di decidere con una relazione approfondita e tecnica perché qui ci dobbiamo tutti assumere le nostre responsabilità".

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Le opposizioni attaccano: "Situazione preoccupante, Lepore lo sapeva?"

Già da ieri le opposizioni ribollono sul tema, accusando la maggioranza di avere messo la sordina a tutto il dossier. "Sono anni che Fratelli d’Italia chiede delucidazioni sulla Garisenda -osserva in una nota il capogruppo Fdi Stefano Cavedagna- o non ci vengono date risposte o si millanta tranquillità. Emerge oggi invece che la situazione è ben più preoccupante di quel che diceva Lepore. Bloccare le strade e circondare la torre in questo modo lascia presagire il peggio. Lepore o non sapeva, cosa grave, o non ha informato i cittadini ed il consiglio, cosa forse peggiore". Per la Garisenda ci vuole da tempo "una cura decisa simile alla torre di Pisa -incalza Cavedagna, che addirittura si spinge a teorizzare che "Lepore farebbe crollare pure la Garisenda".

Toni più morbidi da parte della Lega, che con Matteo DI Benedetto fa sapere che “Grazie all’intervento del Governo, nella persona del sottosegretario Lucia Borgonzoni, sono stati già attivati tutti i canali per recuperare i fondi per mettere in sicurezza e restaurare la Garisenda, partendo coi 5 milioni dal Pnrr". Ora l’amministrazione "faccia la sua parte e lavori celermente. Il comitato tecnico produca tutta la documentazione necessaria. Forse negli ultimi anni si è lavorato lentamente, ora è tempo di recuperare, per la salvaguardia della Garisenda e per il bene della nostra comunità”.


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